Jack Ma - Alibaba Founder

Alibaba Group, il Gigante Cinese che dà Lezioni ad Amazon e Ebay

L’American Dream di un professore di inglese in Cina

C’era una volta in Cina un professore di inglese che sognava di diventare un imprenditore. L’uomo di questa storia non fu ammesso per ben tre volte all’università ma quando superò l’esame di ammissione dimostrò di non essere uno come tanti.

Fu l’unico su 500 candidati ad essere selezionato per insegnare all’università. Presto però l’uomo capì che l’insegnamento non sarebbe stata la sua strada. Stanco della vita routinaria e dello stipendio da professore, iniziò a cercare una nuova occupazione più redditizia presso imprese private.
Durante un viaggio negli Stati Uniti per un lavoro come traduttore, un amico gli mostrò internet. Aveva scoperto il suo futuro. Era il 1995. Al suo ritorno in patria creò il suo primo sito web e in poco tempo insieme ad un suo amico diede vita alla sua prima internet company, China Page, prima società concorrente e poi assorbita da Telecom China.

Quella persona era Jack Ma e sarà l’uomo che rivoluzionerà il modo di fare acquisti in Cina.

 

La nascita di Alibaba

Era il 1999 quando l’ormai trentacinquenne ex professore Jack Ma riunì 18 persone nel suo appartamento e li convinse ad investire 60 mila dollari in un’idea: mettere in comunicazione le aziende cinesi con il resto del mondo.
Jack Ma coinvolse amici e studenti e come nelle migliori storie di start up l’appartamento di Ma nella città di Hangzhou divenne il primo ufficio del gruppo. Il nome scelto per l’azienda fu Alibaba, il perché lo spiega lo stesso fondatore: “Volevo avere una società globale, così ho scelto un nome globale. Alibaba è facile da scrivere, e la gente in tutto il mondo lo associa con “Apriti, Sesamo”, il comando che Ali Baba utilizzava per aprire le porte di tesori nascosti in Le mille e una notte”.

Il primo sito ad essere lanciato fu Alibaba.com, un marketplace business-to-business (B2B) in lingua inglese creato con l’obiettivo di dare ai fornitori cinesi gli strumenti necessari a raggiungere un pubblico globale per i propri prodotti e, nello stesso tempo, aiutare gli acquirenti stranieri a trovare prodotti e fornitori in modo rapido ed efficiente. Dopo Alibaba.com fu lanciato un secondo marketplace business-to-business,  ribattezzato successivamente 1688.com, che aveva come target solo il mercato interno cinese e come destinatari le piccole attività che volevano comprare all’ingrosso.

L’idea di Jack Ma convinse anche gli ambienti finanziari e tra l’ottobre del 1999 e il gennaio del 2000 Goldman Sachs e Softbank Corporation investirono circa 25mln di dollari nell’Alibaba Group. Il 2002 fu il momento della svolta per il gruppo: il flusso di cassa diventò di segno positivo.

 

Alibaba: il futuro dell’infrastruttura del commercio

La visione del gruppo è presto chiara: costruire il futuro delle infrastrutture del commercio.
Il team di Alibaba si occupa di realizzare piattaforme per ogni tipologia di commercio e di target.

Nello specifico, dopo le prime piattaforme B2B (Alibaba.com e 1688.com) vengono realizzati marketplace che coinvolgono anche i consumatori:

  • Taobao, la più grande piattaforma Consumer-to-Consumer (C2C) cinese, è un marketplace dove le persone posso vendere ad altre persone, una sorta di Ebay.
  • Taobao Mall (poi Tmall.com) è una piattaforma Business-to-Consumer (B2C), simile ad un centro commerciale online, dove brand internazionali e cinesi aprono i propri shop monomarca. Molti importanti marchi internazionali (da Apple a Nike, da Disney a Sony e recentemente anche Amazon) hanno utilizzato Tmall per inserirsi nel mercato cinese; altri, come Adidas e Samsung, come unico canale per quel mercato. Tmall.com inoltre ha anche soddisfatto il desiderio dei consumatori cinesi di seguire gli ultimi trend nel fashion acquistando prodotti di qualità e originali.
  • Juhuasuan è un sito di acquisti di gruppo, simile a Groupon, dove quotidianamente vengono pubblicate offerte a tempo.
  • AliExpress è un marketplace utilizzato in più di 200 paesi dove i consumatori posso comprare prodotti direttamente da grossisti e produttori cinesi a prezzi competitivi. E’ il sito ecommerce più visitato in Russia

Per completare l’esperienza di acquisto online l’Alibaba Group realizza altri due servizi: Alipay e Etao.
Alipay è una piattaforma di pagamento online di terze parti, che però a differenza dell’americana Paypal, offre un’ulteriore garanzia durante la transazione: prende il denaro in anticipo e lo mette in un conto bloccato, fino alla consegna del prodotto. Circa la metà dei pagamenti online in Cina sono fatti attraverso Alipay.
Etao è invece un comparatore di prezzi per gli acquisti online che nasce con l’obiettivo di aiutare i consumatori a trovare i prodotti al miglior prezzo. Etao utilizza Bing di Microsoft come provider di ricerca e ha indicizzato non solo i prodotti venduti attraverso le piattaforme del Gruppo Alibaba, ma anche di oltre 5000 piattaforme di eCommerce B2C.

 

Alibaba Group non solo Ecommerce ma un Ecosistema Digitale

Una delle ragioni del successo del Gruppo Alibaba sta proprio nella sua capacità di innovare e ampliare il proprio business con nuove acquisizioni e trasformandosi progressivamente in quello che una delle più importanti società di ricerca e consulenza, Forrest Research, ha definito “il più grande ecosistema digitale del mondo”.

Tra il 2007 e il 2015 il Gruppo Alibaba dà il via ad una serie di importanti acquisizioni e realizzazioni:

  • Nel 2007 nasce Taobao Union, rinominata dal 2012 Alimama, il servizio di pubblicità online del Gruppo Alibaba che permette di fare pubblicità sui siti di ecommerce del gruppo ma anche su siti di terze parti (Taobao Affiliate Network). Alimama raggruppa al suo interno:
    • La piattaforma Tanx, un Ad Network Exchange
    • Taobao Mobile Union, un mobile ad-network specifico per le app
    • Taobao Affiliate Network ha più di 500.000 publisher partner.
  • Nel 2009 il gruppo Alibaba completa l’acquisto di HiChina Web Solutions, una delle società leader nel settore dei servizi internet, dall’offerta di domini e hosting a consulenze specialistiche su business online ed e-commerce.
  • Nello stesso anno nasce Alibaba Cloud Computing (Aliyun), la più grande piattaforma di cloud computing e data management in Cina. Dopo aver aperto datacenter a Beijing, Hangzhou, Qingdao, Hong Kong, e Shenzhen, ha recentemente aperto un datacenter nel cuore della Silicon Valley entrando in concorrenza con Amazon anche in questo settore.
  • Nel 2011 viene rilasciato un sistema operativo per dispositivi mobili: Yun OS (o Aliyun OS). L’anno successivo circa 1 mln di persone aveva smartphone con Yun OS.
  • Nel 2013 Alibaba entra nel mondo dei social network acquistando il 18% delle azioni di Weibo, il più grande servizio di microblogging in Cina.
  • Nello stesso anno lancia Wasu Rainbow, un sistema operativo e un set-top box per le Smart Tv. Wasu Rainbow non solo permette di trasmettere contenuti multimediali in streaming, ma consente agli utenti di condividerli sui vari dispositivi e di effettuare acquisti attraverso la tv.
  • Nel 2014 il Gruppo Alibaba entra nel settore Entertainment e Cinema acquistando la maggioranza di ChinaVision Media, poi rinominata Alibaba Pictures Group.
  • Nel 2015 Alibaba diventa azionista di minoranza di Meizu, uno dei principali produttori di Smartphone in Cina con l’obiettivo di diffondere il proprio sistema operativo per mobile e di ottimizzare sempre più l’integrazione tra ecommerce, mobile internet, mobile operating system e analisi dati.

 

Una società da record: l’IPO e il successo del Single Day

Nel settembre 2014 il gruppo Alibaba decide di quotarsi alla borsa di New York con un prezzo iniziale di $68 (numero fortunato in Cina). Nella stessa giornata i titoli arrivano fino a $98 per poi chiudere a $93,89 (+ 38,07%). Alibaba raccoglie 25 mld di dollari e stabilisce il record assoluto per la più grande offerta pubblica della storia superando l’IPO dell’Agricultural Bank of China ($22,1) del 2010.
Oggi il Gruppo Alibaba ha un valore sul mercato pari a circa 230 mld, superiore a società come Facebook, Linkedin o IBM. Mr Ma è diventato uno degli uomini più ricchi al mondo.

Un paio di mesi dopo in occasione del single day (11 novembre), una festa si dice creata dagli studenti della Università di Nanchino nel 1993, Alibaba lancia per l’intera giornata promozioni a livello internazionale su 27.000 marchi, tra cui anche alcuni importanti brand internazionali come la giapponese Muji, la spagnola Desigual o gli americani Calvin Klein e The North Face. In 24 ore attraverso la piattaforma vengono venduti oltre 1,2 milioni di grandi elettrodomestici, 3 milioni di prodotti per l’illuminazione, 200.000 bottiglie di detersivo e 50.000 nuove auto vendute. Alibaba registra transazioni per 9,3 mld di dollari (+60% rispetto al 2013) e diventa il più grande evento di shopping on-line di tutto il mondo, più del Black Friday (non oltre i $1,5 mld) e del Cyber Monday (circa $2 mld).

 

Da dove provengono i profitti di Alibaba?

L’Alibaba Group ha diversificato i modelli di business per le differenti piattaforme:

  • Nel marketplace Taobao non ci sono costi di transazioni e i profitti provengono dal sistema pubblicitario .
  • Alipay prevede un costo percentuale sulla transazione. La percentuale va dal 1,8% al 3%, in base all’importo della transazione.
  • Tmall e Juhuasuan invece hanno un modello misto pubblicità più costi di transazione. Per Tmall i costi che variano anche in base all’appartenenza del soggetto giuridico (cinese o internazionale) e alla categoria merceologica dei prodotti venduti, sono: costi di deposito (8.000-25.000$), costi annuali per l’apertura e il mantenimento dello shop (4.000-10.000$) e percentuali sulle transazioni (2-6%).

Emerge chiaramente anche dai modelli di business come la pubblicità non sia per niente marginale all’interno delle attività del Gruppo e rappresenti una delle principali entrate. A livello nazionale Alibaba gioca un ruolo di primo piano nel mercato pubblicitario online e, secondo alcuni analisti, si posiziona solo dopo Baidu, il principale motore di ricerca in Cina.

E’ molto interessante tra l’altro mettere in risalto il rapporto tra Alibaba e Baidu. Per il Gruppo, Baidu non è un’importante fonte di traffico come potrebbe essere Google per molti ecommerce in occidente, ma un concorrente che deve essere trattato come tale. Alibaba, ad esempio, ha bloccato l’accesso all’ecommerce Tmall allo spider di Baidu, impedendogli così di indicizzare i prodotti venduti sulla piattaforma. I consumatori cinesi quindi non hanno la possibilità di trovare gli articoli tra le pagine dei risultati di Baidu e sono obbligati a cercare i prodotti direttamente attraverso il motore di ricerca interno al marketplace. Non è un caso che proprio gli annunci sponsorizzati all’interno dei risultati di ricerca del marketplace siano una delle tipologie pubblicitarie più redditizie.

Dal punto di vista del venditore è evidente che in una piattaforma come Tmall che ospita circa 7 milioni di commercianti, acquistare visibilità attraverso la pubblicità diventi spesso una scelta obbligata per poter distinguersi dai numerosi concorrenti.

Per il 2014 le transazioni sui siti online del Gruppo Alibaba, circa l’80% del totale degli acquisti online in Cina, si è aggirata attorno ai 248 miliardi dollari, più della somma di quelli di Amazon e eBay, e si stima per il 2017 un giro di affari intorno ai 713 miliardi di dollari. Nell’ultimo anno i margini di profitto netti (profitto netto diviso le entrate) di Alibaba sono stati superiori del 44%, in Amazon meno dell’1 per cento, in Google e Apple poco più del 20%.

Ma chi possiede oggi il Gruppo Alibaba?
Oggi solo il 7,8% è in mano del fondatore, Jack Ma, la quota più grande è nelle mani della SoftBank (32,4%) e di Yahoo! (16,3%).

 

Qual è il segreto del successo di Alibaba?

Nonostante la storica frase di Jack Ma: “Non siamo una società dalla Cina. Siamo una società di Internet che accade per caso in Cina.”, possiamo affermare che alcuni “fattori nazionali” hanno sicuramente contribuito alla rapida crescita e alla fortuna del Gruppo Alibaba, ad esempio:

  • Trend economico positivo: la Cina è un Paese con un tasso di crescita minimo del 7%
  • La Cina è il più grande mercato di shopping online al mondo: gli utenti internet sono 642 mln (un po’ meno della metà della popolazione della Cina), gli eshoppers 320 mln e sono prevalentemente nella fascia di età 20-39, questo permette di prevedere un ulteriore crescita per i prossimi anni.
  • Alta spesa negli acquisti online circa 90€ al mese
  • Basso tasso di penetrazione degli ecommerce B2C
  • La Cina a causa del regime politico e della lingua è stata a lungo considerata come un mercato di difficile accesso da Company americane e europee.
  • Una posizione di non ostilità da parte del governo cinese verso la nascita di un colosso internet nazionale.
  • Un pessimo sistema di Distribuzione commerciale nazionale: la diffusione di centri commerciali è molto limitata rispetto agli altri paesi e gran parte della popolazione della Cina non è coperta adeguatamente.

Al di là di questa situazione favorevole, concludendo, bisogna però riconoscere che il Gruppo Alibaba si è mostrato superiore ai concorrenti per diversi aspetti:

  1. La rapidità di crescita e evoluzione. Citando una frase del film preferito (Forrest Gump) del fondatore di Alibaba, possiamo dire che “E da quel giorno, se andavo da qualche parte, io ci andavo correndo!”. Infatti il Gruppo Alibaba non si è distinto solo per la capacità di innovare e ampliare il proprio business, ma anche per la velocità con cui l’ha fatto.
  2. La capacità di capire meglio di ogni altro competitor le peculiarità e i desideri dei nuovi consumatori e degli imprenditori cinesi e di costruire delle piattaforme e più in generale dei servizi atti a soddisfarle adeguatamente. Il Gruppo Alibaba è stato in grado di accompagnare il nuovo consumatore cinese nel nuovo mondo degli acquisti online rimuovendo tutte le sue paure: ha garantito la completezza delle informazioni sui prodotti (i cinesi dedicano il doppio del tempo degli italiani sui siti di ecommerce), la rapidità e la flessibilità delle consegne (consegne in giornata o in 24h), la sicurezza della transazione per i consumatori (blocco del pagamento fino a consegna del prodotto) e ha realizzato un sistema di customer service superiore agli standard occidentali (i cinesi hanno l’abitudine di entrare in contatto e chiedere informazioni dettagliate al venditore prima dell’acquisto).
  3. La diversificazione dei modelli di business per le diverse piattaforme.

 

Per quanto riguarda il futuro il gruppo Alibaba tramite le sue piattaforme ha raccolto e raccoglie una tale quantità di dati sul comportamento e sui desideri dei consumatori che sembra poter comprendere in anticipo rispetto ai concorrenti possibili variazioni ed in questo modo ipotecare una posizione di leadership anche per i prossimi anni.

 

Per Approfondimenti :

Alessandro Mollicone

Leave a Reply